Ucelùt

Riscoperto da Emilio Bulfon, è un antico vitigno autoctono da secoli coltivato esclusivamente nell’area collinare interposta tra i Comuni di Castelnovo del Friuli e Pinzano al Tagliamento. Appartiene alle cosiddette "uve uccelline", quelle viti, un tempo selvatiche ora addomesticate dall’uomo, che fruttificavano ai bordi dei boschi e i cui acini venivano gustati dagli uccelli. Oggi l’Ucelut si coltiva solo in un’area ristretta del Friuli Occidentale, come prevede uno specifico Regolamento regionale.

Piculìt Neri

Il Piculit Neri è un vitigno autoctono a bacca rossa riscoperto da Emilio Bulfon a Costabeorchia, località del Comune di Pinzano al Tagliamento, da non confondersi con il più famoso Picolit dalla bacca bianca o col Picolit Rosso del Friuli. Il nome deriva dall’orotoponimo locale Picolit, che in lingua friulana significa “piccolo colle”. Si coltiva solo nella zona di Castelnovo del Friuli e di Pinzano al Tagliamento ad occidente della provincia di Pordenone, come prevede uno specifico Regolamento regionale.

Forgiarìn

Il vitigno autoctono Forgiarin, riscoperto da Emilio Bulfon, prende il nome da Forgaria, piccolo centro della Provincia di Udine, limitrofo a Pinzano al Tagliamento, comune in cui ha sede l’azienda. Un tempo era molto diffuso nei colli di San Daniele, nello Spilimberghese e nel Maniaghese; oggi si coltiva solo nei comuni di Pinzano e Castelnovo del Friuli, come prevede un Regolamento regionale.

Sciaglìn

Il vitigno autoctono Sciaglìn, riscoperto da Emilio Bulfon, probabilmente trae origine da "schiavolino", cioè vino della Slavia, terra posta al limite delle Alpi Giulie. Ora si coltiva solo nella zona di Pinzano al Tagliamento e Castelnovo del Friuli, come da Regolamento regionale.

Cividìn

L’azienda ha recuperato anche il Cividin, un antico vitigno la cui coltivazione un tempo era diffusa in tutta l’area pedemontana regionale, da Navarons di Meduno, dove è stato individuato da Emilio Bulfon, alle valli del Natisone. Il vino che si trae da questo vitigno fu apprezzato già nel Settecento, come risulta da numerose testimonianze scritte, in cui è accomunato al celebre Picolit nella definizione di liquore, ad indicare un vino così squisito, delicato e profumato, da essere degno di comparire sulle mense dei nobili e in particolare nei banchetti nuziali.

Cjanòrie

Il vitigno individuato da Emilio Bulfon a Costabeorchia di Pinzano al Tagliamento e che in quella località è noto con il sinonimo Pinzanàt, non fu mai intensamente coltivato in Friuli. E’ diffuso ancora oggi soprattutto nel circondario di Gemona e nell’area di Pinzano al Tagliamento. La vite, assai vigorosa, è caratterizzata da grandi pampini e grappoloni; un tempo era spesso usata per creare le verdeggianti pergole che ombreggiavano gli ingressi delle case di campagna dell’Alto Friuli.

Cordenossa

Il vitigno che viene citato nel 1923 nell’Ampelografia del Friuli di Marzotto come un vitigno a bacca rossa di origine antica, è stato recuperato dall’azienda in provincia di Pordenone e si coltiva a Pinzano al Tagliamento dal 2001.

Moscato Rosa

Il vitigno del Moscato Rosa, originario dell'Istria, si è diffuso anche in Italia, in particolare in Alto Adige, dove è stato valorizzato e sapientemente promosso. Si presta ad ottenere un vino da dessert dal colore rosa porpora e dal profumo intenso, molto ricercato dagli uomini, in particolare, per farne gradito omaggio alle signore.